SPORT
Ecco
la nuova Luna Rossa, riparte la sfida italiana
Fonte:
www.repubblica.it
"Stella
maris sia la rotta per voi....". Don Sandro,
il parroco di Punta Ala battezza così la
nuova Luna Rossa che porta sulla vela il numero
Ita 74. Poi la bottiglia di champagne che Miuccia
Prada ha rotto sulla prua al primo colpo con mano
di ferro, del resto la delicata lady della moda
italiana di vari se ne intende e sa come fracassare
una bottiglia. Riparte
così l'avventura della barca italiana più
leggendaria e amata. Si riparte per Auckland, si
riparte per la Vuitton Cup e poi, chissà,
a Dio piacendo, per la America's Cup. Si ricomincia
prima di tre anni fa, il primo ottobre nel golfo
di Hauraki, quasi agli antipodi, quasi sotto i piedi
di noi italiani che staremo attaccati alla tv.
Il
varo, in una bella giornata di sole, lo abbiamo
visto da Milano in collegamento televisivo. Un po'
le liti che hanno travagliato la recente vita di
Luna Rossa a Punta Ala ("Deciderà il
tribunale di Grosseto" dice Patrizio Bertelli),
un po' la fretta, un po' le difficoltà organizzative
hanno consigliato di fare due cose separate e lontane
ma collegate in tv: varo a Punta Ala, presentazione
a Milano.
Com'è
la nuova Luna Rossa? A vederla sembra il ponte di
una portaerei, lunghissima, con una poppa che non
finisce mai. "L'apparenza non deve ingannare
- dice Bertelli - ormai queste barche si assomigliano
tutte. E' come in Formula 1: la Minardi sembra uguale
alla Ferrari, poi una vola e l'altra no". Di
certo però è lunghissima e Bertelli
lo ammette: "Ormai siamo sui 26 metri".
E' cambiato anche il colore, sempre grigio ma più
scuro e opaco, sembra quasi una torpediniera. "Il
fatto è che ci siamo sbagliati - confessa
Bertelli - L'abbiamo verniciata di notte, quasi
al buio, con molta fretta e il colore non è
lo stesso ma non fa niente, non è quello
che conta".
Oggi
Ita 74 esce già in mare a Punta Ala per misurarsi
con la vecchia Luna Rossa Ita 45 e con Young America
Ita 53. Tra qualche giorno già sapremo se
va e quanto va. Poi a luglio partenza per la Nuova
Zelanda insieme a Ita 80, un'altra Luna Rossa che
partirà in aereo. Ricordi, speranze, ambizioni:
questo è il carico che Luna Rossa porterà
sicuramente con sé. Dopo l'esperienza di
tre anni fa con la vittoria della Vuitton Cup e
la sconfitta nella America's Cup, stavolta tutti
vorrebbero qualcosa in più, in pratica una
cosa sola: vincere la Coppa e portarla in Europa,
nel Mediterraneo.
"Andiamoci
piano - dice Bertelli - stavolta sarà più
dura perché tutti partono con soldi ed esperienza
e voglia di vincere. Noi abbiamo cercato di mettere
a frutto tutto quello che abbiamo imparato tre anni
fa, a cominciare dalla nuova barca che è
completamente diversa dalla vecchia Luna Rossa.
I soldi sono una bella cosa ma se non ci sono le
idee non servono a niente".
Ecco,
i costi: 90 milioni di euro, 160 miliardi di vecchie
lire, più di quanto costò l'avventura
della prima Luna Rossa. "Abbiamo investito
molto in ricerca - dice Bertelli - abbiamo fatto
un magnifico lavoro con la Vasca navale di Roma
dove abbiamo portato anche attrezzature nostre che
ci hanno permesso di mettere insieme una banca dati
come non ne esistono al mondo. Abbiamo lavorato
bene, per il resto si vedrà".L'equipaggio
non è più lo stesso, sono cambiati
molti nomi. "Purtroppo la Nuova Zelanda è
lontana - dice Bertelli - e c'è chi non l'è
sentita di stare via tanti mesi, problemi di famiglie.
Però il nucleo è quello, io sono per
la stabilità e la continuità".
E lo skipper? "Non ci piove - dice Bertelli
- era de Angelis, è de Angelis". Qualche
novità però c'è: Il pozzetto,
cioè il ponte di comando a poppa, non sarà
più di due sole persone, de Angelis e Grael.
Stavolta saranno in quattro, visto che ai due si
affiancheranno Rod Davis, americano, ex allenatore
e ora tattico e Gavin Brady, neozelandese, nel nuovo
ruolo di stratega. Qualcuno malignamente dice: tre
anni fa litigavano in due, de Angelis e Grael, figuriamoci
ora che sono quattro. Risponde Bertelli: "E
io che ci sto a fare? Ci penso io, ci penso io...".