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ANNO 1 - n.6 - giugno 2002 - Benvenuto, oggi è il
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SPORT

Ecco la nuova Luna Rossa, riparte la sfida italiana

Fonte: www.repubblica.it

 

ancora Luna Rossa"Stella maris sia la rotta per voi....". Don Sandro, il parroco di Punta Ala battezza così la nuova Luna Rossa che porta sulla vela il numero Ita 74. Poi la bottiglia di champagne che Miuccia Prada ha rotto sulla prua al primo colpo con mano di ferro, del resto la delicata lady della moda italiana di vari se ne intende e sa come fracassare una bottiglia. Riparte così l'avventura della barca italiana più leggendaria e amata. Si riparte per Auckland, si riparte per la Vuitton Cup e poi, chissà, a Dio piacendo, per la America's Cup. Si ricomincia prima di tre anni fa, il primo ottobre nel golfo di Hauraki, quasi agli antipodi, quasi sotto i piedi di noi italiani che staremo attaccati alla tv.

Il varo, in una bella giornata di sole, lo abbiamo visto da Milano in collegamento televisivo. Un po' le liti che hanno travagliato la recente vita di Luna Rossa a Punta Ala ("Deciderà il tribunale di Grosseto" dice Patrizio Bertelli), un po' la fretta, un po' le difficoltà organizzative hanno consigliato di fare due cose separate e lontane ma collegate in tv: varo a Punta Ala, presentazione a Milano.

Com'è la nuova Luna Rossa? A vederla sembra il ponte di una portaerei, lunghissima, con una poppa che non finisce mai. "L'apparenza non deve ingannare - dice Bertelli - ormai queste barche si assomigliano tutte. E' come in Formula 1: la Minardi sembra uguale alla Ferrari, poi una vola e l'altra no". Di certo però è lunghissima e Bertelli lo ammette: "Ormai siamo sui 26 metri". E' cambiato anche il colore, sempre grigio ma più scuro e opaco, sembra quasi una torpediniera. "Il fatto è che ci siamo sbagliati - confessa Bertelli - L'abbiamo verniciata di notte, quasi al buio, con molta fretta e il colore non è lo stesso ma non fa niente, non è quello che conta".

Luna Rossa PradaOggi Ita 74 esce già in mare a Punta Ala per misurarsi con la vecchia Luna Rossa Ita 45 e con Young America Ita 53. Tra qualche giorno già sapremo se va e quanto va. Poi a luglio partenza per la Nuova Zelanda insieme a Ita 80, un'altra Luna Rossa che partirà in aereo. Ricordi, speranze, ambizioni: questo è il carico che Luna Rossa porterà sicuramente con sé. Dopo l'esperienza di tre anni fa con la vittoria della Vuitton Cup e la sconfitta nella America's Cup, stavolta tutti vorrebbero qualcosa in più, in pratica una cosa sola: vincere la Coppa e portarla in Europa, nel Mediterraneo.

"Andiamoci piano - dice Bertelli - stavolta sarà più dura perché tutti partono con soldi ed esperienza e voglia di vincere. Noi abbiamo cercato di mettere a frutto tutto quello che abbiamo imparato tre anni fa, a cominciare dalla nuova barca che è completamente diversa dalla vecchia Luna Rossa. I soldi sono una bella cosa ma se non ci sono le idee non servono a niente".

Ecco, i costi: 90 milioni di euro, 160 miliardi di vecchie lire, più di quanto costò l'avventura della prima Luna Rossa. "Abbiamo investito molto in ricerca - dice Bertelli - abbiamo fatto un magnifico lavoro con la Vasca navale di Roma dove abbiamo portato anche attrezzature nostre che ci hanno permesso di mettere insieme una banca dati come non ne esistono al mondo. Abbiamo lavorato bene, per il resto si vedrà".L'equipaggio non è più lo stesso, sono cambiati molti nomi. "Purtroppo la Nuova Zelanda è lontana - dice Bertelli - e c'è chi non l'è sentita di stare via tanti mesi, problemi di famiglie. Però il nucleo è quello, io sono per la stabilità e la continuità". E lo skipper? "Non ci piove - dice Bertelli - era de Angelis, è de Angelis". Qualche novità però c'è: Il pozzetto, cioè il ponte di comando a poppa, non sarà più di due sole persone, de Angelis e Grael. Stavolta saranno in quattro, visto che ai due si affiancheranno Rod Davis, americano, ex allenatore e ora tattico e Gavin Brady, neozelandese, nel nuovo ruolo di stratega. Qualcuno malignamente dice: tre anni fa litigavano in due, de Angelis e Grael, figuriamoci ora che sono quattro. Risponde Bertelli: "E io che ci sto a fare? Ci penso io, ci penso io...".

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