MODA
COLORIAMO
L'ARMADIO
Fonte:
www.moda.it
La moda corteggia il colore, più dell'arte
e della pittura. E lo fa protagonista della primavera-estate
2002. Un trionfo su accessori e vestiti. Le tonalità
allegre danno il benvenuto ai primi soli e dalle
passerelle arriva un solo messaggio: colore è
allegria. Se le millerighe colorate di Missoni non
ci stupiscono più, se siamo ormai abituai
alle stampe allegre di Custo Barcelona e ai giochi
cromatici di Versus che questa primavera ci regala
viola, giallo e verde tutti in insieme in un'unica
maglia, non ci stupiscano allora le tavolozze variopinte
di altri stilisti che hanno fatto del rosso, del
fucsia e persino dei colori fluo ingredienti indispensabili
per il buonumore.
Per l'occasione le mille cartine geografiche simbolo
di Alviero Martini diventano quadri coloratissimi.
Mari celesti e continenti rosa, rossi e fucsia.
Per giacche, pantaloni o maglie. Meglio se abbinate
a cappelli arancioni. Patty Shealbarger fa del verde
acido il colore base della sua collezione abbinandolo
al giallo fluorescente e a stampe a pois stile anni
Settanta. E mente Alessandro Dell'Acqua sfida le
superstizioni e copre la donna con abitini in chiffon
viola, Francsco Marini per Enrico Coveri fa trionfare
in passerella il fucsia su giacche e shorts, in
tinta unita o in una mescolanza cromatica con verde
e celeste, con giochi di paillettes sovrapposte
che non lasciano spazio al tetro nero. Rosa a gogo
da lolita sexy anche per il re del colore ironico,
Fiorucci che copre la donna con nuance rosa, fucsia
e celesti con fragole e ciliegie stampate per una
donna golosa di moda.
Ma primavera vuol dire anche cielo terso. E così
il celeste è un altro colora a cui non rinunciare.
Blumarine lo contamina con stampe a fiori e lo abbina
a pantaloni rosa o a gonne folk. Celine ci catapulta
in ogni sfera del 'blu dipinto di blu' con capi
azzurri o nel più aggressivo blu elettrico
che ben si accompagna al verde, altra tinta trionfale
della stagione. Un po' spento nella collezione di
Antonio Berardi, di gran lunga più acceso
quello brillante di Victor Bellaish, abbinato al
nero o al giallo in accostamenti classici o mescolato
a onde con il rosso. Come una diapositiva scattata
nella giungla.
Se
Ines Valentintsch stampa piccole scimmiette si abiti
e cappelli color giallo, non è la sola a
puntare carte vincenti sulla tonalità del
buonumore. Un colore del sole è protagonista
anche sulla passerella di John Galliano che lo propone
a righe su trench lunghissimi o come passione cromatica
di una novella Arlecchina che stampa sul giallo
mille rombi multicolore. E anche la signora Vivienne
Westwood lo accarezza acceso in righe diagonali
o più spento come tinta unita su abiti vaporosi.
Chanel punta tutto sull'arancione, unico colore
della collezione a scontrasi con il bianco e il
nero e lo usa per 'dipingere' mise da motociclista
spensierata.
Il
colore non perdona e contagia davvero tutti. Anche
chi di solito è votato alle tinte più
neutre si è lasciato trasportate dell'ondata
carnevalesca di primavera. Parliamo di Cesare Paciotti,
il re delle scarpe che colora i piedi delle donne
di verde e celeste mettendoli su un piedistallo
che ha la forma non comoda ma sexy del tacco a stiletto.
Ma
la palma della collezione più cromaticamente
ricca spetta ex aequo al giapponese Yssey Miyake
e alla spagnola Agatha Ruiz de la Prada, due stilisti
che non si lasciano scappare nemmeno una tinta.
Giallo, rosso, viola, rosa, fucsia, verde. Una tavolozza
estrema in cui non hanno spazio bianco e nero e
i bruciati e caldi colori della terra sono soffocati
dal brio frizzante delle tinte più accese.
Lo stilista del Sol Levante mischia tinte alla rinfusa
in un disordine cromatico spesso indecifrabile mentre
Agatha Ruiz de la Prada stampa le t-shirt con ordinati
quadrati colorati o arricchisce le gonne a palloncino
arancioni con cuori gialli o con margherite verdi.
C'è
ancora qualcuno che ha nell'armadio il triste beige
o il lugubre grigio?