ATTUALITA'
Mondiale
in orario d'ufficio l'azienda inventa la pausa match
Fonte:
www.repubblica.it
Potrà
più Trapattoni di Cofferati? Ne smuoverà
più l'articolo 18 dello Statuto o l'articolo
10 della Nazionale, al secolo Totti Francesco? Saranno
più dei 13 milioni di italiani che hanno
scioperato il 16 aprile quelli che a giugno incroceranno
le braccia, e anche le gambe, davanti alla tv? Il
rischio c'è ed è serio.
Il primo Mondiale asiatico, dal 31 maggio al 30
giugno in Giappone e Corea, tra le sue tante anomalie
pone un problema nuovo, legato al fuso orario: le
partite inizieranno tutte dalle 7.30 alle 13.30
italiane, cioè in pieno orario di lavoro.
Il mattino ha il gol in bocca: sarà un mondiale
clandestino da consumare frettolosamente nei ritagli
di tempo come una relazione extra-coniugale? Di
sicuro crollerà il classico rito collettivo
del gruppo d'ascolto in terrazza, tramutato al massimo
in un brunch azzurro per chi potrà permetterselo.
E forse sarà un mondiale un po' meno mondiale,
solo per questo.
Più
che dei maxischermi crescerà incrementata
la vendita dei televisorini tascabili da nascondere
in un cassetto dell'ufficio, alla Fantozzi. Sarà
il mondiale di internet, per chi può, ma
soprattutto potrebbe anche essere il mondiale della
radio, alla riscoperta di antiche suggestioni. L'auricolare
della radio sostituirà quello del cellulare,
basta non farsi scoprire a parlare col Trap.
Delle due l'una: o ci perde la tv, che per l'Italia
ha sempre attirato dai 20 ai 25 milioni di spettatori,
o ci perdono i datori di lavoro. Tra le aziende
molte si stanno preoccupando in anticipo di affrontare
l'emergenza e limitare i danni, ipotizzando un'impennata
di ferie, permessi e malattie in quei giorni azzurri.
Ad esempio la Pirelli (7000 dipendenti in 17 stabilimenti
dalla Lombardia alla Puglia): la linea è
quella di fare il possibile per agevolare i lavoratori
cercando di salvaguardare il ciclo continuo e la
sicurezza. I televisori saranno consentiti soltanto
nelle aree dove, per seguire un dribbling di Del
Piero, non si rischi l'infortunio. Verranno dilatate
le pause pranzo allestendo schermi nelle mense e
i responsabili della turnazione cercheranno di far
coincidere i cambi con l'orario delle partite. La
Siemens (11.200 dipendenti in 9 fabbriche) sta studiando
una serie di misure: dai classici schermi in mensa
alla trasmissione delle partite in intranet, cioè
sul computer della scrivania.
Nel
'90 la Fiat strinse addirittura un accordo coi sindacati
per anticipare di 4 ore l'uscita dei 100 mila operai
nei giorni delle gare. Altri tempi, secondo il responsabile
delle relazioni esterne Franco Sodano: "Il
problema non pare più così drammatico,
anche se molto dipende dai risultati dell'Italia.
Non si faranno accordi, stavolta, ma cercheremo
di agevolare sui turni chi ne farà richiesta".
L'Omnitel
non seguirà l'esempio della inglese Orange
che permetterà la visione della tv nei propri
call center. I dipendenti potranno al massimo usufruire
del servizio sms previsto per i clienti: notizie,
commenti (anche con la voce della Gialappa) e giochini
vari ma tutto sul telefonino. Giapponese, magari.
Più
facile la vita tifosa nelle imprese piccole. Ad
esempio la Flou, che in provincia di Milano produce
mobili con 130 dipendenti: "In passato tenemmo
chiuso una mezza giornata per le gare più
importanti - dice il proprietario Rosario Messina
che è anche presidente dell'Assoarredo -
La cosa potrebbe ripetersi, anche perché
purtroppo molte ditte sono in crisi e dunque il
problema non sarà quello di abbassare le
serrande".
La
Technogym, che con 600 dipendenti fabbrica in Romagna
attrezzi da palestra, non può certo ignorare
le esigenze degli sportivi: schermi nella palestra
dove i lavoratori spendono solitamente l'intervallo,
pausa pranzo allargata, turni agevolati e dalla
seconda fase possibile anticipazione di un'ora dell'ingresso
e dell'uscita.
Romano Prodi alla Ue ha altre questioni da affrontare
prima di questa: se si modificasse l'agenda in base
al calendario Fifa tanto varrebbe chiudere per un
mese. Ma da Bruxelles fanno sapere che verrà
tollerata l'assenza di un paio d'ore dei francesi
quando gioca la Francia, dei tedeschi quando gioca
la Germania e così via.