ECONOMIA
In cerca di regole per la pubblicità online
Fonte:
www.giornale.net
Negli
Stati Uniti lo scorso anno la pubblicità
su Internet ha fatturato 5,69 miliardi di dollari
con una lieve crescita rispetto ai 5,4 miliardi
del 2000. Ma se negli Usa l'advertising online,
sia pur di poco e nonostante la grave crisi economica,
è cresciuto rappresentando adesso il 3% del
mercato pubblicitario complessivo, altrove le cose
non sono andate affatto bene.
E soprattutto in Europa (e in Italia) il 2001 è
stato l'anno nero di Internet con una flessione
tale degli investimenti pubblicitari sul web da
far aprire un dibattito sull'effettiva efficacia
di questo mezzo ai fini pubblicitari e sul futuro
dello stesso Internet così come è
stato concepito fino ad ora.
E mentre in Italia una recente ricerca ha evidenziato
l'efficacia dell'investimento pubblicitario sulla
Rete, negli Stati Uniti si stanno definendo alcune
regole che valgono per tutti i mezzi, ma che paiono
pensate apposta per Internet nella speranza di poter
ridare fiducia alle aziende che debbono portare
i loro soldi nelle campagne pubblicitarie. Sono
nate così le "Guidelines for Interactive
Measurement and Advertisement Campaign Reporting
and Audits", standard di rilevazione dell'impatto
degli avvisi pubblicitari sull'utenza, articolati
in cinque regole chiave per misurare il successo
delle campagne pubblicitarie: tiratura delle pagine
e degli annunci, numero di cliccate, visite e misurazioni
sugli utenti unici.
La strategia adottata è quella dell'adozione
volontaria di alcuni accorgimenti e tecnologie da
parte di agenzie ed editori (siti web, editori di
newsletter, ecc.). Innanzitutto viene chiesto a
questi ultimi di utilizzare quelle tecnologie che
eliminano automaticamente dai dati di traffico (e
quindi di visualizzazione dei messaggi pubblicitari)
gli accessi generati dagli spider di motori di ricerca
e quindi non da reali navigatori. In secondo luogo,
altro punto focale delle linee guida proposte, vengono
stabilite le metodologie che permettono di evitare
che vengano conteggiati anche visualizzazioni incomplete
delle pagine che contengono i messaggi pubblicitari.
Le linee guida non sono state ancora tradotte in
italiano perchè gli Iab europei hanno una
strategia che punta agli stessi obiettivi ma passando
attraverso una regolamentazione più articolata
di quella Usa. Il documento americano è comunque,
proprio grazie alla sua semplicità, uno strumento
tramite il quale le aziende possono aumentare la
conoscenza e la consapevolezza sulla questione.