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ANNO 1 - n.5 - Maggio 2002 - Benvenuto, oggi è il
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agricoltura

E' nato prima il Verdicchio o sono nati prima i marchigiani?

Fonte: www.vinit.net

Sicuramente la prima tra le due ipotesi è quella più vera.

Senza addentrarci troppo nelle varie teorie che sono state date sulle origini di questo nobilissimo vino, certamente il Verdicchio ha contribuito in larga misura all'evoluzione del paesaggio, della cultura e dell'economia marchigiana, ed in particolare di quella zona conosciuta come "I Castelli di Jesi".Le Marche sono situate proprio nel centro dell'Italia, tra gli Appennini ed il mare Adriatico. Non è una regione vasta (poco meno di diecimila chilometri quadarati), eppure il panorama che si presenta agli occhi di chi la percorre offre una straordinaria varietà di paesaggi, dal mare alla collina, dalle valli percorse da numerosi fiumi alle vette dei monti più alti. Ed è proprio per questa particolarità di paesaggi le Marche si differenziano notevolmente da tutte le altre regioni italiane.

Nell'entroterra collinare e montano, ed in qualche caso anche lungo i 160 chilometri di coste, l'ambiente non ha subito grosse deturpazioni e l'intervento dell'uomo si è spesso limitato a piccoli interventi che non hanno intaccato la natura. Vaste aree sono state protette e sono stati creati due parchi nazionali tra i più belli d'Italia (Il parco dei Sibillini e il parco dei Monti della Laga).
Le Marche vantano inoltre più di 200 musei, pinacoteche e raccolte d'arte, con una presenza di opere d'arte e testimonianze storiche tra le più alte in Italia e nel mondo.
I marchigiani hanno tenuto ben saldo il legame con la tradizione con innumerevoli manifestazioni folcloristiche ed evocazioni storiche che si susseguono durante tutto e l'anno e che sono diventate vere e proprie attrattive turistiche.
I Castelli di Jesi, patria del Verdicchio classico d.o.c., rappresentano uno tra i territori più belli dal punto di vista paesaggistico e più importanti dal punto di vista enologico.
Situati nell'entroterra di Ancona, a metà strada tra il mare Adriatico e gli Appennini, presentano un susseguirsi di borghi medievali e rinascimentali dall'aspetto ancora immutato, legati tra loro da dolci colline ricoperte dai vigneti di Verdicchio.
Non si tratta di castelli come normalmente si intende, cioè grandi abitazioni fortificate che appartenevano ad una sola famiglia, bensì di paesi castellati, cioé circondati e chiusi da alte mura, all'interno delle quali si rifugiavano gli abitanti ed i contadini delle campagne circostanti durante le incursioni dei pirati.

I Castelli di Jesi sono 14 si pongono a ferro di cavallo sulle colline attorno alla vallata di Jesi.
Per la maggior parte hanno conservato immutato l'aspetto tipico medioevale, con il caratteristico snodarsi di vicoli e viuzze all'interno delle mura. Anche le mura sono quasi tutte perfettamente conservate e tutelate dalla Sovraintendenza di Ancona.

Attorno ai Castelli di Jesi si stendono a perdita d'occhio i vigneti di Verdicchio, per questo la visita ai Castelli di Jesi è un itinerario consigliato dalla primavera all'autunno inoltrato quando, dopo il periodo della vendemmia, oltre a percorrere gli splendidi paesaggi collinari si potranno degustare nelle cantine i vini nuovi e scoprire nelle trattorie dei paesi e delle campagne l'essenza più vera della cultura marchigiana.Qui la dimensione é ancora a misura d'uomo e qui, nelle vie del Verdicchio, si può assaggiare uno tra i più pregiati vini del mondo, prodotto in numero limitato e con una passione ancora artigianale dal quelle aziende che hanno fatto dell'eccellenza la loro regola di vita.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi ha fin dall'antichità una sua storia ed una sua precisa fisionomia che ha conservato fino ad oggi, diventando uno dei più famosi vini bianchi del mondo.
"De solar claritade et virtù eccellentissime", diceva un buon frate di questo meraviglioso vino e si narra che Alarico, passando per la zona dei Castelli di Jesi sulla via per Roma, "seco portasse quaranta some in barili nulla a sè stimando recar sanitade et bellico vigor melio" di quel vino.Caratteristica peculiare dei vitigni di verdicchio è che la loro coltivazione è possibile solo nel territorio dei Castelli di Jesi. Solo qui, infatti, la particolare natura del terreno, le favorevoli condizioni climatiche e, soprattutto, la costante ventilazione che impedisce il formarsi di umidità sui grappoli, rende possibile l'ottimale sviluppo dell'uva.La denominazione "Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico d.o.c." viene riservata solo al vino proveniente da vigneti che non superano i 140 quintali di uva per ettaro, mentre il "Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore d.o.c." per potersi vantare di tale denominazione deve provenire da vigneti la cui produzione per ettaro non supera i 110 quintali di uva.E' un vino brillante, con una spiccata personalità, dal colore paglierino tenue con riflessi verdolini, dal bouquet ampio e fragrante, dal corpo pieno e generoso, dal tipico e piacevole retrogusto amarognolo. Il grappolo è facilmente riconoscibile sia per il colore (cui deve la denominazione) sia per la forma cilindrica e compatta. La gradazione alcolica è di 12 gradi.Vino da pesce per antonomasia, si beve preferibilmente giovane, abbinato ad antipasti magri, pastasciutte, risotti, minestre e carni bianche.

 

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