agricoltura
E'
nato prima il Verdicchio o sono nati prima i marchigiani?
Fonte:
www.vinit.net
Sicuramente
la prima tra le due ipotesi è quella più
vera.
Senza
addentrarci troppo nelle varie teorie che sono state
date sulle origini di questo nobilissimo vino, certamente
il Verdicchio ha contribuito in larga misura all'evoluzione
del paesaggio, della cultura e dell'economia marchigiana,
ed in particolare di quella zona conosciuta come
"I Castelli di Jesi".Le Marche sono situate
proprio nel centro dell'Italia, tra gli Appennini
ed il mare Adriatico. Non è una regione vasta
(poco meno di diecimila chilometri quadarati), eppure
il panorama che si presenta agli occhi di chi la
percorre offre una straordinaria varietà
di paesaggi, dal mare alla collina, dalle valli
percorse da numerosi fiumi alle vette dei monti
più alti. Ed è proprio per questa
particolarità di paesaggi le Marche si differenziano
notevolmente da tutte le altre regioni italiane.
Nell'entroterra
collinare e montano, ed in qualche caso anche lungo
i 160 chilometri di coste, l'ambiente non ha subito
grosse deturpazioni e l'intervento dell'uomo si
è spesso limitato a piccoli interventi che
non hanno intaccato la natura. Vaste aree sono state
protette e sono stati creati due parchi nazionali
tra i più belli d'Italia (Il parco dei Sibillini
e il parco dei Monti della Laga).
Le Marche vantano inoltre più di 200 musei,
pinacoteche e raccolte d'arte, con una presenza
di opere d'arte e testimonianze storiche tra le
più alte in Italia e nel mondo.
I marchigiani hanno tenuto ben saldo il legame con
la tradizione con innumerevoli manifestazioni folcloristiche
ed evocazioni storiche che si susseguono durante
tutto e l'anno e che sono diventate vere e proprie
attrattive turistiche.
I Castelli di Jesi, patria del Verdicchio classico
d.o.c., rappresentano uno tra i territori più
belli dal punto di vista paesaggistico e più
importanti dal punto di vista enologico.
Situati nell'entroterra di Ancona, a metà
strada tra il mare Adriatico e gli Appennini, presentano
un susseguirsi di borghi medievali e rinascimentali
dall'aspetto ancora immutato, legati tra loro da
dolci colline ricoperte dai vigneti di Verdicchio.
Non si tratta di castelli come normalmente si intende,
cioè grandi abitazioni fortificate che appartenevano
ad una sola famiglia, bensì di paesi castellati,
cioé circondati e chiusi da alte mura, all'interno
delle quali si rifugiavano gli abitanti ed i contadini
delle campagne circostanti durante le incursioni
dei pirati.
I
Castelli di Jesi sono 14 si pongono a ferro di cavallo
sulle colline attorno alla vallata di Jesi.
Per la maggior parte hanno conservato immutato l'aspetto
tipico medioevale, con il caratteristico snodarsi
di vicoli e viuzze all'interno delle mura. Anche
le mura sono quasi tutte perfettamente conservate
e tutelate dalla Sovraintendenza di Ancona.
Attorno
ai Castelli di Jesi si stendono a perdita d'occhio
i vigneti di Verdicchio, per questo la visita ai
Castelli di Jesi è un itinerario consigliato
dalla primavera all'autunno inoltrato quando, dopo
il periodo della vendemmia, oltre a percorrere gli
splendidi paesaggi collinari si potranno degustare
nelle cantine i vini nuovi e scoprire nelle trattorie
dei paesi e delle campagne l'essenza più
vera della cultura marchigiana.Qui
la dimensione é ancora a misura d'uomo e
qui, nelle vie del Verdicchio, si può assaggiare
uno tra i più pregiati vini del mondo, prodotto
in numero limitato e con una passione ancora artigianale
dal quelle aziende che hanno fatto dell'eccellenza
la loro regola di vita.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi ha fin dall'antichità
una sua storia ed una sua precisa fisionomia che
ha conservato fino ad oggi, diventando uno dei più
famosi vini bianchi del mondo."De
solar claritade et virtù eccellentissime",
diceva un buon frate di questo meraviglioso vino
e si narra che Alarico, passando per la zona dei
Castelli di Jesi sulla via per Roma, "seco
portasse quaranta some in barili nulla a sè
stimando recar sanitade et bellico vigor melio"
di quel vino.Caratteristica
peculiare dei vitigni di verdicchio è che
la loro coltivazione è possibile solo nel
territorio dei Castelli di Jesi. Solo qui, infatti,
la particolare natura del terreno, le favorevoli
condizioni climatiche e, soprattutto, la costante
ventilazione che impedisce il formarsi di umidità
sui grappoli, rende possibile l'ottimale sviluppo
dell'uva.La
denominazione "Verdicchio dei Castelli di Jesi
Classico d.o.c." viene riservata solo al vino
proveniente da vigneti che non superano i 140 quintali
di uva per ettaro, mentre il "Verdicchio dei
Castelli di Jesi Classico Superiore d.o.c."
per potersi vantare di tale denominazione deve provenire
da vigneti la cui produzione per ettaro non supera
i 110 quintali di uva.E'
un vino brillante, con una spiccata personalità,
dal colore paglierino tenue con riflessi verdolini,
dal bouquet ampio e fragrante, dal corpo pieno e
generoso, dal tipico e piacevole retrogusto amarognolo.
Il grappolo è facilmente riconoscibile sia
per il colore (cui deve la denominazione) sia per
la forma cilindrica e compatta. La gradazione alcolica
è di 12 gradi.Vino
da pesce per antonomasia, si beve preferibilmente
giovane, abbinato ad antipasti magri, pastasciutte,
risotti, minestre e carni bianche.