CINEMA
IL
PINOCCHIO DI BENIGNI
un
omaggio alla tradizione
Fonte:
www.lastampa.it
ROMA.
Dopo due anni di attesa, Roberto Benigni ha presentato
oggi il suo «Pinocchio». Prima la proiezione
del film al cinema Fiamma, a Roma, poi la conferenza
stampa del funambolo toscano, all'hotel Excelsior.
La proiezione di oggi è la prima assoluta
non solo per la stampa, ma anche per chiunque non
abbia lavorato a strettissimo contatto con Benigni
nella lavorazione del film. Perfino gli attori coprotagonisti
ne hanno intravisto solo poche scene.
L'attore-sceneggiatore-regista
ha creato intorno a «Pinocchio» una
cortina di segretezza, tanto che gli attori per
contratto non hanno potuto accennare a nessuno del
proprio ruolo fino alla scorsa settimana. L'uscita
del film è prevista per venerdì 11
ottobre in Italia (850 copie, un record) e per il
25 dicembre negli Usa.
Collodi
immersa nella notte, la carrozza della Fata Turchina
trainata da centinaia di topini. È la prima
scena di 'Pinocchio' di Roberto Benigni (dedicato
allo scenografo Danilo Donati, scomparso nel dicembre
scorso), il film più atteso dell'anno che
uscirà l'11 ottobre (venerdì prossimo)
in 860 sale italiane.
Un
'Pinocchio' fedelissimo alla tradizione con un burattino
che non è mai di legno ma che è sempre
impersonato da Benigni, dall'inizio alla fine. Poche
le trovate innovative, qualche gag e molto spazio
all'amicizia: quella tra Pinocchio e Geppetto, tra
Pinocchio e Lucignolo e tra Pinocchio e la Fata
Turchina.
Un
Pinocchio spesso solo (alla Fata dirà «non
ho mai avuto un quarto d'ora di bene») che
si aggira per la città parlando da solo,
voglioso di scoprire il mondo e nuove amicizie.
E un mondo che, per rispettare la verosimiglianza,
è senza bambini visto che anche i compagni
di scuola di Pinocchio sono adulti vestiti da ragazzini.
Grande
spazio alla Fata Turchina, chiamata come nel libro
di Collodi, 'La signora': una fata umana che si
pone problemi sulla morte e che, grazie ad una farfalla
misteriosa, fa scivolare all'inizio un pezzo di
legno da un camioncino e lo fa arrivare, saltellante,
in casa di Geppetto-Carlo Giuffrè, fornito
di goffa parrucca bionda per nascondere la calvizie.
Una
volta costruito, il burattino-Benigni si fa subito
notare dai carabinieri che, però, mettono
in prigione Geppetto. Pinocchio, nel frattempo,
conosce il Grillo Parlante, un Peppe Barra rimpicciolito
dagli effetti speciali e antipaticissimo, almeno
agli occhi del burattino che lo prende a martellate.
Il
film va avanti nel segno del libro di Collodi: Mangiafoco
(Franco Javarone) prima vuole mangiare Pinocchio,
poi si commuove di fronte alle insistenze del burattino
che arriva a dire di avere un fratello «che
è morto, anzi è morto due volte e
al funerale non c'era neanche un morto».
Poi
il Gatto e la Volpe (I fichi d'India) con qualche
esilarante gag con Benigni e il salvataggio del
burattino ad opera della Fata. Non manca, ovviamente,
la crescita del naso di Pinocchio subita dal burattino
quasi con rassegnazione.
Un
burattino che crede all'amicizia del Gatto e la
Volpe ma viene tradito e, quando va a denunciare
i due, si trova davanti a un gruppo di giudici,
guidati dall'attore Corrado Pani, che mangiano lecca
lecca, uno anche tricolore, e arrestano Pinocchio.
Poi
l'incontro, in carcere, con Lucignolo-Kim Rossi
Stuart e l'amicizia con quello che Pinocchio soprannomina
'Anima grandè. Ancora tradizione con il pianto
disperato di Pinocchio di fronte alla tomba della
Fata: «Rivivisci Fatina, rivivisci!»,
urla Benigni.
Tra
gli effetti speciali, un colombo che porta notizie
di Geppetto ma le disavventure di Pinocchio riportano
il burattino in manette e poi, ancora, nel Paese
dei Balocchi dove Pinocchio decide di andare dopo
che Lucignolo lo accusa di essersi lasciato 'domarè:
il posto del divertimento è ricostruito con
altalene, giocolieri un grande e coloratissimo luna
park cui Pinocchio non sa resistere malgrado gli
sforzi del Grillo.
C'è
spazio anche per lo sceneggiatore del film, Vincenzo
Cerami, e per Alessandro Bergonzoni, nelle vesti
di due direttori di circo. Infine, ancora fedeltà
a Collodi con Pinocchio che piange per Lucignolo
trasformato in ciuchino e un pescecane cattivissimo
che divora Pinocchio.
L'incontro
con Geppetto porta verso il finale quando Pinocchio
diventa un bravo ragazzo ma resta un pò di
rimpianto sia nelle parole della Fata ('Però,
era proprio un bel burattinò) che in un'ombra
del burattino che continua a correre mentre il bravo
Pinocchio entra diligente a scuola.