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ANNO 1 - n.10 - ottobre 2002 - Benvenuto, oggi è il
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CINEMA

IL PINOCCHIO DI BENIGNI
un omaggio alla tradizione

Fonte: www.lastampa.it

pinocchioROMA. Dopo due anni di attesa, Roberto Benigni ha presentato oggi il suo «Pinocchio». Prima la proiezione del film al cinema Fiamma, a Roma, poi la conferenza stampa del funambolo toscano, all'hotel Excelsior. La proiezione di oggi è la prima assoluta non solo per la stampa, ma anche per chiunque non abbia lavorato a strettissimo contatto con Benigni nella lavorazione del film. Perfino gli attori coprotagonisti ne hanno intravisto solo poche scene.

L'attore-sceneggiatore-regista ha creato intorno a «Pinocchio» una cortina di segretezza, tanto che gli attori per contratto non hanno potuto accennare a nessuno del proprio ruolo fino alla scorsa settimana. L'uscita del film è prevista per venerdì 11 ottobre in Italia (850 copie, un record) e per il 25 dicembre negli Usa.

Collodi immersa nella notte, la carrozza della Fata Turchina trainata da centinaia di topini. È la prima scena di 'Pinocchio' di Roberto Benigni (dedicato allo scenografo Danilo Donati, scomparso nel dicembre scorso), il film più atteso dell'anno che uscirà l'11 ottobre (venerdì prossimo) in 860 sale italiane.

Un 'Pinocchio' fedelissimo alla tradizione con un burattino che non è mai di legno ma che è sempre impersonato da Benigni, dall'inizio alla fine. Poche le trovate innovative, qualche gag e molto spazio all'amicizia: quella tra Pinocchio e Geppetto, tra Pinocchio e Lucignolo e tra Pinocchio e la Fata Turchina.

Un Pinocchio spesso solo (alla Fata dirà «non ho mai avuto un quarto d'ora di bene») che si aggira per la città parlando da solo, voglioso di scoprire il mondo e nuove amicizie. E un mondo che, per rispettare la verosimiglianza, è senza bambini visto che anche i compagni di scuola di Pinocchio sono adulti vestiti da ragazzini.

Grande spazio alla Fata Turchina, chiamata come nel libro di Collodi, 'La signora': una fata umana che si pone problemi sulla morte e che, grazie ad una farfalla misteriosa, fa scivolare all'inizio un pezzo di legno da un camioncino e lo fa arrivare, saltellante, in casa di Geppetto-Carlo Giuffrè, fornito di goffa parrucca bionda per nascondere la calvizie.

Una volta costruito, il burattino-Benigni si fa subito notare dai carabinieri che, però, mettono in prigione Geppetto. Pinocchio, nel frattempo, conosce il Grillo Parlante, un Peppe Barra rimpicciolito dagli effetti speciali e antipaticissimo, almeno agli occhi del burattino che lo prende a martellate.

Il film va avanti nel segno del libro di Collodi: Mangiafoco (Franco Javarone) prima vuole mangiare Pinocchio, poi si commuove di fronte alle insistenze del burattino che arriva a dire di avere un fratello «che è morto, anzi è morto due volte e al funerale non c'era neanche un morto».

Poi il Gatto e la Volpe (I fichi d'India) con qualche esilarante gag con Benigni e il salvataggio del burattino ad opera della Fata. Non manca, ovviamente, la crescita del naso di Pinocchio subita dal burattino quasi con rassegnazione.

Un burattino che crede all'amicizia del Gatto e la Volpe ma viene tradito e, quando va a denunciare i due, si trova davanti a un gruppo di giudici, guidati dall'attore Corrado Pani, che mangiano lecca lecca, uno anche tricolore, e arrestano Pinocchio.

Poi l'incontro, in carcere, con Lucignolo-Kim Rossi Stuart e l'amicizia con quello che Pinocchio soprannomina 'Anima grandè. Ancora tradizione con il pianto disperato di Pinocchio di fronte alla tomba della Fata: «Rivivisci Fatina, rivivisci!», urla Benigni.

Tra gli effetti speciali, un colombo che porta notizie di Geppetto ma le disavventure di Pinocchio riportano il burattino in manette e poi, ancora, nel Paese dei Balocchi dove Pinocchio decide di andare dopo che Lucignolo lo accusa di essersi lasciato 'domarè: il posto del divertimento è ricostruito con altalene, giocolieri un grande e coloratissimo luna park cui Pinocchio non sa resistere malgrado gli sforzi del Grillo.

C'è spazio anche per lo sceneggiatore del film, Vincenzo Cerami, e per Alessandro Bergonzoni, nelle vesti di due direttori di circo. Infine, ancora fedeltà a Collodi con Pinocchio che piange per Lucignolo trasformato in ciuchino e un pescecane cattivissimo che divora Pinocchio.

L'incontro con Geppetto porta verso il finale quando Pinocchio diventa un bravo ragazzo ma resta un pò di rimpianto sia nelle parole della Fata ('Però, era proprio un bel burattinò) che in un'ombra del burattino che continua a correre mentre il bravo Pinocchio entra diligente a scuola.

 

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